Un pó d'Italia a Las Vegas
di Dom Serafini
Pochi sanno dove si trova l'Abruzzo. Pochi hanno visitato l'Italia. Il loro piatto preferito sono le melanzane alla parmigiana. Sono litigiosi e mai concordi. Basta che due si riuniscano per avere tre opinioni diverse. Ma sono uniti su due cose: l'avversione a parlare della Mafia e la lettura de “La Voce of Las Vegas”.
Il mensile in lingua inglese, con alcune pagine in italiano (per dar folclore), copre tutta la comunitá italo-americana dello stato del Nevada (dove si trova Las Vegas) e quella degli stati confinanti, come Arizona ed Oregon.
Gli articoli (quelli correnti si possono leggere sul sito: www.lasvegaslavoce.com) vanno da servizi su “Our Paesani”; “Nevada Report”, curato dall'ex vice governatore dello stato, Lorraine Bono; “Remembering Sinatra” e carrellate di foto di antenati (“La mia famiglia”).
A curare la “parte folcloristica”, cioé in lingua italiana, é, per la maggior parte, questo giornalista con articoli in precedenza pubblicati dal quotidiano di New York, “AmericaOggi”.
“La Voce” é nato otto anni fa grazie ad un gruppo di cinque leader locali di origini italiane capeggiati da Dominic P. Gentile, un noto avvocato penalista. A seguire l'amministrazione del mensile sono peró Edward U. Bevilacqua (presidente della societá editrice) e Jim Donofrio, due appaltatori edili ora in pensione.
A dirigere il giornale é Geri Cofone, una scrittrice da poco approdata a Vegas (cosí la cittá viene chiamata dai locali) dopo aver vissuto in California e Oregon.
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