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Hollywood si lancia in politica



di Dom Serafini

 

Il presidente americano uscente, George W. Bush, ha certamente stimolato se non il cervello, almeno le tasche dei produttori di Hollywood che hanno lanciato sul mercato autunnale/invernale non meno di 7 film a sfondo politico.
Anche Broadway si é buttato nella mischia con lo spettacolo teatrale “You’re Welcome America. A Final Night With George W. Bush” (America sei benservita. Ultima notte con George W. Bush”), con l’attore comico Will Ferrell nella parte del presidente.
Il primo film a fare da spartiacque é stato “Swing Vote” (“Voto determinante”), uscito nelle sale lo scorso agosto. Diretto da Joshua Michael, ha Kevin Costner come protagonista principale. Costner ha finanziato la produzione di tasca sua quando gli studi si sono rifiutati di farlo. Ad affiancarlo ha chiamato attori di altissimo livello come Nathan Lane, Dennis Hopper e Stanley Tucci. La trama del “dramedy” (parte dramma, parte commedia) si basa su di uno sfigato (Costner) che, sotto la tutela della figlia dodicenne (abbandonata dalla madre drogata) molto politicizzata, si trova nella condizione surreale, ma probabile, di decidere l’elezione del presidente d egli Usa.
A “SwingVote” ha fatto seguito ai primi di ottobre, “Religulous”, un film il cui titolo é una combinazione fra “religione” e “ridicolo”. Diretto da Larry Charles (il regista di “Borat”), il film ha come protagonista il comico politico Bill Maher e prende in giro tutte le possibili religioni che hanno un ruolo importante nella vita politica americana.
“W”, diretto da Oliver Stone ed interpretato da Josh Brolin nelle vesti del presidente é arrivato nelle sale poco dopo “Religulous”. Stranamente il film non é stato ben distribuito negli Usa. A New York City, ad esempio, era solo in pochi cinema. Con “W” (pronunciato “dub-ya” per “doppia-vu”, come il 43mo Presidente viene chiamato in Texas), il regista, con giá a carico 5 film politici (“Platoon”, “Salvador”, Wall Street”, “Born on the 4th of July” e “JFK”), critica la vita privata e politica del giovane Bush prima che diventasse presidente.
É stata quindi la volta di “Milk”, la storia di Harvey Milk, il primo omosessuale dichiarato ad essere eletto presidente della provincia di San Francisco, poi assassinato da un rivale politico. Diretto da Gus Van S ant, il film é interpretato da Sean Penn nelle vesti di Milk.
Dopo “Milk” é arrivato nei cinema “Frost/Nixon”, basato sulle interviste che l’ex presidente Richard M. Nixon rilasció nel 1977 al presentatore inglese David Frost per il programma Tv “Frost on America”, dopo aver dato disonorabilmente le dimissioni. A dirigere “Frost/Nixon” é Ron Howard. Frank Langella ha la parte di Nixon, mentre Frost é interpretato da Michael Sheen. Gli attori sono gli stessi che portarono la celebrata intervista in teatro a Londra nel 2006.
Il nuovo film del regista Steven Soderbergh, “Che”, é entrato nei cinema americani solamente a dicembre, dopo aver avuto difficoltá a trovare un distributore. Il film (di 4 ore e mezza) é uscito brevemente a New York e Los Angeles appena in tempo per qualificarsi agli Oscar. In seguito riceverá una distribuzione piú capillare. Per il film, il portoricano Benicio Del Toro ha vinto il premio come miglior attore protagonista allo scorso Festival di Cannes.
Anche il recente film di Clint Eastwood, “Gran Torino”, ha connotati politici. Diretto ed interporetato da Eastwood, il film tratta di un veterano della guerra di Corea che odia la gente di colore ed in particolare gli asiatici. Il titolo del film é preso dal nome della sua adorata auto, la Ford modello “Gran Torino” del 1972 che un ragazzo asiatico cerca di rubargli.
A Broadway, la rappresentazione teatrale della commedia “You’re Welcome America. A Final Night With George W. Bush”, con Will Ferrell come unico protagonista, avrá il suo debutto il 20 gennaio, giorno dell’inaugurazione del nuovo presidente. Le rappresentazioni regolari inizieranno il 5 febbraio per terminare il 15 marzo. Ferrell é diventato noto con il programma “Saturday Night Live” facendo appunto le imitazioni di Bush.
Seppur i programmi su George W. Bush siano ora di genere comico e comico-brillante, corre voce che, dopo che lascerá la stanza del potere ed i veri danni della sua presidenza verranno in superfice, il genere cambierá a drammatico, se non addirittura tragico o orrore. Per il futuro, Hollywood si é quindi assicurata un filone vincente, con le avventure di Sarah Palin pronte ad essere filmate e, naturalmente, la storica vittoria presidenziale di Barack Obama.

 

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