| |
|
 |
Il Made in Italy per l'Asia
passa per Singapore
di Dom Serafini
Al Carrefour, uno dei principali supermercati di Singapore, si trova poco d'italiano: pochi vini ed alcune marche di biscotti. Spopolano invece i vini australiani e californiani.
In giro per i “mall” si vedono poco anche gli ambasciatori dell'italianitá nel mondo: i ristoranti. I “mall” sono enormi centri acquisti, che caratterizzano questa ricca cittá-paese equatoriale, interconnessi tramite corridoi sotterranei e sopraelevati per proteggersi dal caldo tropicale, come fa la cittá di Edmonton, in Canada, per proteggersi dal freddo polare. In questo periodo, poi, con la stagione delle pioggie, i corridoi sono piú utili che mai.
Quei pochi ristoranti italiani che si trovano a Singapore non sono nemmeno gestiti da italiani, bensí dai nativi, composti per il 75% da persone di origini cinese. Nonostante le quattro lingue ufficiali di questa ex colonia britannica (mandarino, inglese, malese e tamil), l'inglese, misericordiosamente l'inglese americano e non britannico, é quella che tiene unita la societá anche se, a livello pratico, questo é imbarstardito dal “singlish”, un inglese misto.
“La comunitá italiana a Singapore é piccola. Siamo in circa 500 [su circa 5 milioni di abitanti]”, spiega Samuele Proietti che, da Roma, é venuto a Singapore per rappresentare la societá di produzione e distribuzione televisiva svizzero-tedesca, 6-6-8.
Ma nel loro piccolo gli italiani stanno cercando di penetrare a fondo nei vari mercati televisivi asiatici, usando come trampolino l'Asia Tv Forum (Atf), l'annuale fiera dell'audiovisivo di Singapore.
Da sole un gruppetto di 5 societá audiovisive italiane (su138 societá espositrici) sono arrivate all'enorme Centro Congressi Suntec pronte a sfidare non solo gli studio americani come la Sony Pictures, ma anche il gran numero di societá francesi, spagnole e coreane raggruppate sotto ombrelli organizzati dalle rispettive associazioni governative.
L'ambasciatore francese a Singapore, ad esempio, ha fatto visita al padiglione di Tv France International, l'organizzazione parastatale che coordina le vendite dei prodotti audivisivi francesi all'estero. L'ambasciata ha poi organizzato un pranzo buffet e champagne per gli acquirenti asiatici e la stampa.
Spesso si fa notare l'importanza della diffusione dei prodotti audiovisivi italiani all'estero non come scopo a se ma per ottenere, oltre la vendita del programma, la promozione dello stile di vita italiano e quindi dei prodotti di consumo Made in Italy. Di questi, almeno a Singapore, si sente la mancanza se si escludono alcuni prodotti griffati.
Oltre alle societá italiane come Mediaset, Mondo Tv ed Atlantyca, alla fiera Atf Singapore, vi era anche la Tv svizzera italiana. Era presente anche una singolare societá indipendente di Roma, Finzioni Entertainment.
La singolaritá di questa societá, diretta dall'italo-tedesca Dorathea Silvia Schmidt, é che é specializzata nella produzione e vendita di spettacoli circensi. Da quando la canadese Cirque du Soleil é uscito dal mercato televisivo, Finzioni é praticamente rimasta unica nel mondo per i tipi di programmi basati sul circo. Schmidt ha spiegato che il modello su cui si basa il loro business é semplice: pagano una somma fissa per acquisire dai propretari dei vari circhi i diritti per le loro rappresentazioni e quindi finanziano tutta la produzione con le riprese fatte dal vivo durante gli spettacoli.
In alcuni casi, durante la fase di registrazione, le Tv internazionali che hanno acquistato i vari tipi di programmi da Finzioni, inviano i loro presentatori per annunciare i vari numeri nelle rispettive lingue.
Un altro interessante aspetto di Singapore, oltre ad essere un conveniente “hub” asiatico per l'industria audiovisiva internazionale, é che, tramite la Media Development Authority (Mda), lo stato é direttamente coinvolto per stimolare la produzione e coproduzione audiovisiva con contributi diretti ed indiretti. Il presidente Christopher Chia spiega ad "Astra" che Mda mantiene buoni rapporti con la Regione Lazio, cosa che vorrebbe fare anche con l'Abruzzo e che é interessato ad incoraggiare tutte le societá televisive e cinematografiche italiane a stabilire rapporti di produzione con Singapore.
|
Nella foto i rappresentanti di Finzioni Entertainment,
Dorathea Silvia Schmidt (a sinistra) e Ornella Oliva
|
Tutti gli articoli |
|
|
|
|