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L'uomo Plasmon attraversa l'Adriatico in pattino
per farsi perdonare

di Dom Serafini

 

Prima un approfondimento su “Vanity Fair”, poi un servizio su “Gente”, infine la traversata dell'Adriatico in pattino, la prima per il 63enne Fioravante Palestini in arte “Gabriellino”. Le altre tre traversate hanno avuto luogo negli anni passati e durante le prime due, nel 1984 e 1985, Gabriellino era rinchiuso nel carcere duro di Abu Zaabal, a 40 chilometri dal Cairo, in Egitto, per una faccenda di droga. La terza traversata, nel 2006, sempre da Vodice in Croazia, a Giulianova in Abruzzo, fu cancellata per problemi di mare mosso.
La vita di Gabriellino é iniziata nel mare di Giulianova dove, nel 1963, venne scoperto da un pubblicitario come uomo immagine dei biscotti Plasmon. Molti ricordano la sua mitica martellata che chiudeva la pubblicitá Plasmon nei Caroselli. Seguirono spot televisivi per la brillantina Linetti e per i biscotti Mellin.
Oggi, con questa traversata, Gabriellino vorrebbe tornare al suo mare per farsi perdonare dai suoi concittadini; ma verso la societá in generale si sente riscattato, visto che ha passato 20 anni rinchiuso in un carcere: prima in isolamento, poi in una piccola cella assieme ad altri 15 detenuti, molti dei quali fondamentalisti islamici coinvolti col terrorismo e che gli insegnano a parlare l'arabo.
Conoscevo Gabriellino da quando era ragazzo, ed immaginare quel forzuto giovane di un metro e novanta sempre sorridente e pronto con umiltá ad aiutare tutti, diventare un criminale mi é quasi impossibile. Eppure a verificare l'alta posizione gerarchica in cui era arrivato in seno alla cosca mafiosa palermitana di Gaspare Mutolo, fu addirittura il giudice del pool antimafia Giovanni Falcone, le cui interrogazioni vennero poi riprodotte nel libro del magistrato e politico Giuseppe Ayala, “I miei anni con Falcone e Borsellino”, edito dalla Mondadori.
Ad avviare alla criminalitá il giovane ingenuo e non scolarizzato Gabriellino é la Germania, paese in cui emigra e dove il suo fisico aitante lo porta ad essere assunto come guardia del corpo di un miliardario israeliano, poi ad entrare nel mondo dei night club, delle bische clandestine e della prostituzione. Da lí a passare al mondo della droga il percorso é breve: viaggi a Singapore e in Tailandia per procurare forniture di eroina per conto della Mafia, con una di queste viene arrestato a bordo di una barca a Suez. Stranamente il comandante della nave ed i membri dell'equipaggio, tutti greci, vengono rilasciati, nonostante avessero a bordo 250 chili di eroina e 25 di morfina. Gabriellino, unico italiano a bordo, viene arrestato dalle autoritá egiziane che, prima gli infliggono la pena di morte,e poi la commutano a 25 anni di lavori forzati che, alla fine, diventano 20 per buona condotta. Proprio mentre veniva arrestato a Gabriellino nasceva la sua unica figlia.
A capire che Gabriellino non ha la stoffa del criminale é per primo il giudice Falcone che lo vorrebbe estradato in Italia, ma gli egiziani rifiutano. In seguito, quando chiesi ad alcuni dirigenti della Tv egiziana di mia conoscenza se potessero occuparsi del “caso Palestini” (chiamato “Il faraone dell'eroina” dalla stampa locale), anche loro, una volta conosciuto, ne parlavano in termini positivi.
Gabriellino era e rimane un semplice giuliese, innamorato di una cittá che non lo ha mai completamente accettato. Ora, tramite il mare, cosa sacra a Giulianova, vuole non solo riscattarsi verso la societá in generale (anche se ha giá pagato il suo debito), ma farsi perdonare da Giulianova. Se a Mosé il mare serví per fuggire dagli egiziani, a Gabriellino il mare serve per ritrovare la sua Giulianova dopo la penitenza egiziana
Ad aiutare il “Gigante Buono” a farsi perdonare dalla sua Giulianova é la stampa internazionale che lo attendeva all'arrivo dalla traversata. Tra questi vi era anche il regista del documentario, “La vera storia dell'uomo Plasmon”, Simone Del Grosso, e l'autore di un fumetto su di lui, Albert Pepe.
Come finirá questa storia? Del Grosso ci confida che il lieto fine potrá essere la riunione con sua figlia che non ha ancora mai conosciuto e che ora vive in Messico. Forse questa sará la cosa piú difficile da farsi perdonare.

 

Nelle foto, Fioravante (Gabriellino) Palestini, con il suo co-navigatore,
il 23enne Gianluca Crescenzi, durante le varie fasi all'arrivo
dalla traversata dell'Adriatico in pattino.

 

 

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