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"L'ABRUZZO DI M. C. ESCHER"
IN MOSTRA A PESCARA
PESCARA - La logica classica ci ha insegnato a guardare il mondo secondo criteri di coerenza e non contraddizione. Se su un dato del mondo si afferma una proprietà, non è possibile o, almeno secondo il senso comune, non sarebbe possibile affermare il suo contrario. Il paradosso è uno di quei luoghi in cui il senso comune si infrange, in cui le cose e le loro proprietà opposte sembrano fondersi. Il cinema ha preso spesso spunto da questi luoghi problematici e li ha messi in scena rendendoli "come veri". Pensiamo ai film di David Lynch, in particolare a Strade perdute o Mulholland drive, alla divertentissima saga di Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, oppure al film Donnie Darko che sembra strutturarsi come il famoso nastro di moebius.
Non è forse un caso che il protagonista di Donnie Darko abbia, appeso alle pareti della sua stanza, un particolare disegno: "Occhio" del famoso artista olandese Maurits Cornelis Escher (1946). Quest'utimo infatti, potrebbe essere descritto come il Lewis Carroll delle arti visive. Entrambi hanno in comune la spiccata capacità di tradurre in arte i principi logici della matematica e della geometria. Le opere più famose di Escher danno vita a oggetti e situazioni impossibili (ad.esempio: "Casa di scale" del 1951 o "Mani che disegnano" del 1948), a mutamenti continui delle forme ("Metaformosi I" del 1937), a riflessioni filosofico-matematiche sull'infinito ("Farfalle" del 1959; "Il limite del cerchio" del 1960) che anticipano le future formalizzazioni di Benoît Mandelbrot sulla geometria frattale.
La storia del noto artista olandese è fortemente legata ai territori abruzzessi. M.C. Escher visitò l'Abruzzo per ben tre volte (tra il 1928 e il 1935) durante il suo lungo periodo di permanenza in Italia. Attirato dai paesaggi abruzzesi Esher dedicò parte della sua produzione artistica alla rappresentazione di quei luoghi. Tra le stampe di paesaggio più famose ricordiamo: Opi, Alfedena, Pettorano sul Gizio, Goriano Sicoli, Fara San Martino, Castrovalva (in foto). Durante i suoi soggiorni in Abruzzo Escher raccolse anche schizzi e numerosi appunti, fotografando i momenti più significativi dei suoi viaggi.
L'esperienza abruzzese rimarrà per sempre nel cuore di Escher influenzandolo anche durante le produzioni successive. Non appare casuale che il paesaggio montagnoso alle spalle di Belvedere del 1958 (in foto) sia una puntale ripresa dei territori abruzzesi.
In onore dell'artista olandese, la fondazione Pescarabruzzo e l'Associazione culturale Culture Tracks organizzano del 28 maggio al 26 giugno 2010, presso la sala espositiva (primo piano) Maison des Arts, in Corso Umberto I, 83 la mostra d'arte dal titolo "L'Abruzzo di M. C. Escher" Un percorso nei luoghi dell'arte.
L'esposizione presenta le foto che l'artista scattò durante i suoi viaggi in Abruzzo, i suoi taccuini di viaggi, gli schizzi e i disegni preparatori per le sue stampe, oltre alle produzioni delle maggiori opere riguardanti l'Abruzzo.
L'evento sarà presentato al pubblico e alla stampa alle ore 18 del giorno venerdì 28 maggio 2010 presso la sala convegni della fondazione Pescarabruzzo e sarà accompagnato dalla proiezione del documentario "Sulle tracce di M. C. Escher in Abruzzo" di produzione dell' arch. Piero Moscone.
Interverranno:
Nicola Mattoscio, Presidente della Fondazione Pescarabruzzo
Luigi Albore Mascia, Sindaco del Comune di Pescara
Mick Veldhuysen, Rappresentante della Fondazione M. C Escher - Baarn Olanda
Katia Di Simone, Presidente dell'Associazione Culture Tracks
Saranno presenti i Sindaci dei paesi raffigurati nelle opere dell'artista olandese.
La mostra resterà aperta fino al 26 giugno 2010, dal martedì al sabato, dalle ore 18,00 alle ore 20,00 con chiusura nei giorni di domenica e lunedì, oltre festività.
Ingresso libero
Per ulteriori informazioni:
Associazione Culturale Culture Tracks Tel. 347.7906812 - 338.1238720
www.culturetracks.org
info@culturetracks.org
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Fondazione Pescarabruzzo Tel. 085.4219109 - Fax 085.4219380
http://www.fondazionepescarabruzzo.it
fondazione@pescarabruzzo.it
Matteo Servilio
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