
Bugnara – Umberto Eco, uno degli intellettuali e saggisti italiani più conosciuti nel mondo, ha più volte espresso l’idea che un “testo è produttore di dimenticanza”. Strana affermazione se si pensa alla scrittura e la stampa come tecnologie che hanno reso possibile l’archiviazione del sapere e la costituzione di una memoria condivisa. In realtà l’espressione di Eco non è poi così paradossale. I ricordi, e in generale la memoria, si sviluppano attraverso una serie di selezioni di aspetti, di eventi di elementi pertinenti alla nostra vita. Tali selezioni tuttavia hanno come conseguenza la messa in secondo piano, dunque la dimenticanza, di tutta l’immensa quantità di elementi che al momento non ci interessano. “Remo Gaspari. Storia di un italiano” di Valeria Masciantonio è un testo che si colloca proprio sul confine di questa dimenticanza. La dimenticanza dei libri di storia, che hanno descritto la vita politica e “ufficiale” del pluriministro abruzzese, e la dimenticanza creata dal testo stesso proprio nel magnificare gli aspetti personali e umani di Gaspari, narcotizzando invece quelli tecnici e istituzionali. Questo punto sembra quasi un processo programmatico dell’autrice stessa:
“Un romanzo abbastanza tradizionale. Si parte dall’infanzia, si raccontano l’università e la guerra. La politica sta sullo sfondo, affiora, traccia le linee della storia senza prevaricarla. La sostanza è l’uomo Gaspari. Non ho voluto soffermarmi sugli aspetti più tecnici e istituzionali, quelli stanno negli annali e sui libri di Storia”(p. 8)
Il libro è un romanzo a due voci, che ci restituisce un’immagine nuova di uno degli uomini che maggiormente hanno caratterizzato l’Abruzzo nei decenni passati.
La presentazione si terrà a Bugnara domani 15 maggio presso il Centro Congressi alle ore 18.00. L’evento, curato dall’associazione culturale il Faro e dal Comune di Bugnara, vedrà la presenza della scrittrice e dell’onorevole Remo Gaspari che interverranno dopo i saluti iniziali del sindaco Giuseppe Lo Stracco e del presidente dell’associazione culturale.
Matteo Servilio