Un ritorno all’origine della figurazione, “raccontando senza parole ma con immagini che senza posa si compongono e si scompongono, affiorano e si ritraggono nel cineteatro di un cubo magico, l’orrore della guerra”. Questo e molto altro è “(a + b)3”, lo spettacolo della compagnia Muta Imago che domenica 9 maggio, alle ore 21, concluderà la stagione di Teatro Contemporaneo al Florian Teatro Stabile d’Innovazione di Pescara. E’ la storia di una coppia di amanti, felici, che si preparano per uscire. Ma la guerra irrompe nelle loro vite, così i loro nomi restano incisi su di uno specchio, come a immortalare il tempo della loro felicità perduta. Il tutto va in scena in un continuo gioco di luci ed ombre, a rappresentare il contrasto fra l’uomo (una luce piccola e raccolta) e la Storia, rappresentata da un’ombra immensa e cangiante. La regia è di Claudia Sorace, drammaturgia e suono di Riccardo Fazi. Nati a Roma nel 2004, i Muta Imago sono una compagnia che fa del tentativo, assurdo quanto affascinante, d approfondire e dilatare i varchi spaziali e di senso rintracciabili nella realtà, per far affiorare storie e momenti che permettano di ricostruire un’unitarietà perduta. Fra le loro opere principali, “Comeacqua” (2006) e “Lev” (2008). Al termine dello spettacolo è previsto inoltre un incontro nel foyer del teatro tra il pubblico e gli attori della compagnia, con la partecipazione dell’attrice Filomena Di Zio e il pianista Renato Barattucci.