Vivere per la musica può significare tante cose. Stefano De Libertis, musicista 25enne originario di San Buono, ha fatto della musica il suo pane quotidiano, trasformando i sogni in un lavoro e, forse, in qualcosa di più. Questo fine settimana, a partire da venerdì, Stefano sarà fra i protagonisti del Festival di Avezzano, kermesse musicale che lo aveva già visto finalista nel 2008. Questa volta il cantautore ci riproverà con il brano “Jenny sorriderà”: “Ho scritto questa canzone per una mia carissima amica che da due anni non c’è più. Le piaceva molto la fisarmonica. Una notte l’ho sognata e, il mattino dopo, testo e musica sono praticamente nati da soli”.
Stefano De Libertis ha scoperto la musica attraverso l’organetto, a cinque anni. Poi è arrivata la fisarmonica, poi la tastiera. Sarà per la trasversalità di questa cultura musicale che l’artista non ha un unico modello di riferimento. Ha coltivato il jazz, ma anche il funky e il blues. E, nel frattempo, ha declinato i suoi stili nel mestiere di dj e in quello di maestro di musica. Continuando in una ricerca artistica che fa di lui un cantautore eclettico e completo.
Dopo aver vinto, giovanissimo, Star Sprint nel 1998 a Fiuggi, Stefano De Libertis nel 2007 è stato finalista al festival “Uno su mille-voci nuove per la discografia” di Montecatini e, l’anno successivo, ha pubblicato il suo primo singolo. “Il mio obiettivo è raggiungere una graduatoria migliore rispetto a quella di adesso. Ho fatto tutto da solo, da sempre. Ho un mio studio di registrazione a Vasto e insegno musica, soprattutto organetto, fisarmonica e tastiera. E intanto lavoro al mio nuovo album che uscirà a breve”. Undici brani che toccano vari generi musicali, nello spirito più autentico di un cantautore che, nella sua carriera, ha già collezionato varie collaborazioni a livello internazionale. Senza scomodare i talent show, che sono certamente una bella vetrina, ma vuoi mettere la soddisfazione di arrivare la stesso senza il trampolino televisivo? Certo, al momento Stefano non ha un’etichetta, né una casa discografica. Si autoproduce e si autodistribuisce. Ma, forse, qualche cacciatore di talenti non preconfezionati sta già prendendo appunti.
Valeria Masciantonio